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Reputiamo sia il fiore all’occhiello della Community. Grazie all’interazione tra gli iscritti (sanitari e giuristi) gli studi legali e i medici legali possono richiedere valutazioni di procedibilità in materia di RC Sanitaria e Malattie Professionali.
All’interno del Forum tutti gli iscritti possono condividere e allegare un caso clinico sia per richiedere un parere a tutta la Community sulla sua procedibilità per la richiesta di risarcimento, sia per risolvere eventuali dubbi procedurali o sostanziali, come, ad esempio, per evidenziare errori del Consulente Tecnico in corso di 696bis e quindi valutare la convenienza di proseguire in giudizio.
Il caso di studio inserito andrà spogliato dei dati sensibili riferiti al paziente almenochè chi inserisce il caso abbia una liberatoria che allegherà al caso stesso.
Insomma il Forum è una grande opportunità per tutti gli iscritti (professionisti e non).
Buona la CTU allegata che lascia qualche perplessità sulla valutazione del maggior danno, ma evidenzia soprattutto come i convenuti errano continuamente nel ritenere le complicanze sempre imprevenibili. Conviene alle strutture difendersi in casi indifendibili? Forse non sarebbe meglio nominare CTP maggiormente competenti soprattutto in medicina legale? A voi la parola
Premesso che si tratti di un caso non semplice, ancor di più se seguito da altri legali, in questo caso la CTU sottolinea che la lesione delle vie biliari è una complicanza nota e descritta nella letteratura scientifica. Potrebbe essere utile discutere se la letteratura scientifica fornisce parametri specifici per distinguere tra lesioni inevitabili e prevenibili, al fine di chiarire meglio i margini di responsabilità medica.
Tuttavia, la gestione intra- e post-operatoria presenta criticità significative, quali:
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Mancata identificazione tempestiva della lesione.
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Ritardi nel trattamento correttivo.
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La CTU evidenzia come la posizione dei convenuti, che considerano tutte le complicanze imprevenibili, sia debole e scarsamente sostenuta.
È necessario distinguere tra complicanze inevitabili, che si verificano nonostante l'applicazione di tutte le misure standard di sicurezza, e complicanze prevenibili, che invece possono essere evitate attraverso una condotta più diligente, come un'adeguata formazione del personale, il rispetto dei protocolli chirurgici e un monitoraggio accurato del paziente.
Per quanto riguarda la stima del danno appare dettagliata, ma potrebbe risultare controversa per le parti coinvolte. Potrebbe essere utile analizzare ulteriormente le cause del maggior danno, includendo eventuali responsabilità aggiuntive o fattori specifici come errori tecnici, mancanza di coordinamento tra i sanitari o ritardi decisionali che potrebbero aver amplificato le conseguenze. La quantificazione potrebbe essere oggetto di ulteriori approfondimenti o contestazioni.
Per quanto riguarda su cosa conviene fare alle strutture sanitarie in casi di indifendibilità, dovrebbero riconsiderare la strategia di difesa in tali circostanze, concentrandosi su una valutazione iniziale obiettiva della situazione e, se necessario, ammettendo eventuali responsabilità. Questo approccio potrebbe includere l’offerta di soluzioni conciliative rapide con le parti coinvolte per ridurre il contenzioso e minimizzare i costi legali. Parallelamente, adottare una politica proattiva per prevenire simili errori attraverso la formazione del personale e l’aggiornamento dei protocolli.
il danno permanente - vista l’assenza di condizioni patologiche preesistenti di rilievo ( anche col confronto delle successive indagini strumentali) e’ integralmente in nessi di causa con gli esiti della lesione iatrogena Non vedo ipotesi di “ maggior danno”
