Nuovo appuntamento con le Tavole rotonde dell’Accademia della Medicina Legale e della SIAF (Società Italiana Assicurativo Forense), lunedì 8 settembre ore 18.30 da remoto con collegamento zoom.
Argomento particolare che nasce dall’esigenza di far comprendere agli operatori del settore (medici) che si può uscire dalla regola generale dell’accreditamento scientifico quando ricorrono determinate condizioni.
Una tavola i cui “speciali” relatori ci spiegheranno nel merito scientifico la tecnica terapeutica di cui si parlerà confrontandola, in termini di rischio e convenienza, con quelle attuali condivise dalla comunità scientifica.
Il Prof. Giuseppe La Pera (urologo e andrologo) e il dr. Lauro Di Meo (chirurgo Plastico) hanno sottoposto al gruppo di lavoro della SIAF le seguenti riflessioni che troveranno risposta nella tavola rotonda, soprattutto grazie anche alla partecipazione del Cons. Dott. Giuseppe Cricenti (III sez. della Corte Suprema della Cassazione Civile), i numerosi medici legali e giuristi presenti alla tavola rotonda, compreso il dott. Giordano Daniele, assicuratore.
In sintesi
La questione in esame riguarda l’eventuale utilizzo del lipofilling nella malattia di La Peyronie (è una condizione patologica che colpisce il pene, causando la formazione di placche fibrose che portano a una curvatura anormale durante l’erezione), ossia di un trattamento già validato e impiegato in altre patologie ma non specificamente approvato per questa indicazione clinica.
Si tratta, pertanto, di un potenziale uso off-label che solleva interrogativi sui profili di responsabilità del professionista che propone e somministra tale procedura.
La letteratura relativa al lipofilling in altre patologie risulta ampia e consolidata da molti anni; al contrario, l’evidenza disponibile nella malattia di La Peyronie è al momento limitata a un unico studio condotto su 59 pazienti, i cui risultati sono stati riportati come molto incoraggianti, ma che non costituiscono un livello di evidenza sufficiente (in termini quantitativi) a giustificare l’inclusione della procedura nella pratica clinica corrente.
Si individuano due scenari clinici principali:
- Scenario 1 – Pazienti refrattari ad altri trattamenti non chirurgici: soggetti che hanno già seguito terapie conservative senza beneficio e che rifiutano l’intervento chirurgico, che rappresenta l’opzione terapeutica
- Scenario 2 – Pazienti che rifiutano sia le terapie non chirurgiche sia l’opzione chirurgica: soggetti che richiedono l’accesso diretto a tale trattamento, in quanto le alternative disponibili sono caratterizzate da efficacia limitata sulla curvatura e sulla disfunzione erettile, richiedono dalle 10 sedute per le infiltrazioni di acido ialuronico per evidenziare
Si richiede al gruppo di studio SIAF di esprimersi in merito a:
- la legittimità dell’impiego del lipofilling nella malattia di La Peyronie come uso al di fuori delle linee guida e delle raccomandazioni fino ad oggi presenti;
- le condizioni minime di appropriatezza clinica che possano giustificarne la proposta;
- le modalità con cui deve essere acquisito e documentato un consenso informato specifico, dettagliato e rafforzato, volto a tutelare adeguatamente il paziente;
- quali altre procedure dovrebbero essere adottate dal chirurgo in merito alla legittimità del trattamento
- i possibili profili di responsabilità professionale del medico che propone e pratica la terapia, considerato che essa non è ancora approvata per questa indicazione e non dispone di un solido supporto di evidenze scientifiche (59 pazienti trattati).
- L’assicurazione professionale potrebbe non coprire questa procedura in caso di complicanze?
Secondo lo scrivente è più una questione di diritto che di scienza vista la specificità del caso. Il consenso del paziente sarà una prova fondamentale per la giustificazione del medico? Si tratta di una vera alleanza terapeutica?
Ecco il link per la partecipazione alla tavola rotonda dell’8 settembre ore 18.30:
https://us02web.zoom.us/j/88352756516?pwd=LwZPqJxjeETWHGoYJHOqXLqi4g2m7C.1
Non perdetevi questa occasione di confronto e questo vale anche per ogni persona che soffre di questa patologia che potrà fare domande ai relatori a fine dibattito.
Dr. Carmelo Galipò
(Pres. Accademia della Medicina Legale)
